20 anni dalla tragedia di San Giuliano di Puglia. Toma: "Ferita insanabile. Negli anni messa in sicurezza la gran parte del patrimonio scolastico"

4' di lettura 31/10/2022 - “Venti anni, ovvero un periodo considerevole per riflettere e capire. Venti anni sono certamente una nuova generazione che nel frattempo è diventata adulta, cioè capace di assorbire gli insegnamenti, interpretare gli accadimenti storici e indirizzare il proprio pensiero critico verso il futuro.

Venti anni che, tuttavia, non bastano per lenire il dolore di una comunità che ha sofferto un dramma indicibile, il più duro che si possa affrontare.

Non ci sono parole per descrivere lo strazio provato da chi ha vissuto quella tragedia con i propri occhi e con il cuore dilaniato dal dolore. Non è umanamente sopportabile una realtà in cui 27 bambini e una maestra muoiono mentre sono a scuola, nell’unico edificio che quel giorno maledetto crolla del tutto.

Solo il silenzio della commemorazione e la riflessione su cosa è stato fatto e cosa si può ancora fare, per evitare simili sciagure, possono scandire il nostro giorno del ricordo.

Dal 2003 la Regione ha istituito per legge la Giornata della Memoria, caricandola di significati che non colmeranno mai il vuoto lasciato dentro di noi, donne e uomini, cittadini e amministratori, ma che possono tracciare un nuovo segmento nel solco di quella tragedia.

Sì, c’è un prima e un dopo San Giuliano di Puglia.

Quella mattina di 20 anni fa ha segnato le nostre coscienze e ha cambiato la percezione collettiva della sicurezza dentro e fuori i luoghi pubblici e privati, modificando in maniera determinante le attività di mitigazione del rischio sismico attraverso la definizione della nuova classificazione sismica nazionale.

La Regione Molise ha risposto con forza alla richiesta di sicurezza e alla domanda di prevenzione. Siamo anelli di congiunzione di una catena che parte dallo Stato, che ha il compito di garantire le buone politiche di prevenzione e di tutela dei contesti civili e sociali costituiti dalla sicurezza e dalla scuola, da sempre fondanti nella nostra società.

Negli anni, abbiamo messo in sicurezza la gran parte del patrimonio scolastico. Sono state costruite o ristrutturate scuole che ora sono moderne e sicure. Lo dimostrano i rilievi realizzati dopo le ultime scosse. Gli edifici non hanno subito danni e sono pochissimi i plessi che necessitano di piccoli interventi che non sono comunque collegabili ai recenti eventi sismici.

Con i fondi per la ricostruzione post 2002, e con quelli che lo Stato ha messo a disposizione dell’edilizia scolastica negli anni successivi, c’è stato un lavoro importante anche per mettere in sicurezza le scuole nei paesi non colpiti dal terremoto, in provincia di Isernia soprattutto. La Regione ha avviato diversi programmi per completare il lavoro cominciato in provincia di Campobasso. I finanziamenti ministeriali permettono adesso di terminare l’opera.

Volgendo lo sguardo al doloroso passato vissuto nei paesi del cratere, ritengo sia rilevante citare uno degli interventi cui tenevamo maggiormente, perché ancora legato a quella tragedia. Mi riferisco alla realizzazione della nuova scuola di Colletorto, paese fortemente colpito sul piano strutturale. Tre mesi fa, finalmente, la comunità colletortese si è riappropriata della sua scuola. Abbiamo inaugurato una struttura polifunzionale su tre piani, con palestra annessa, ricostruita completamente su quella, storica, frequentata da diverse generazioni di bambini e ragazzi della comunità locale. L’edificio ospita la scuola primaria e la secondaria di primo grado. All’ingresso, una scultura in pietra ricorda i 27 piccoli angeli di San Giuliano di Puglia e la maestra Carmela Ciniglio. Un monumento che emoziona, e un monito per le generazioni di oggi e per quelle future.

Stiamo inoltre seguendo con attenzione gli sviluppi dei progetti finanziabili con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, così come quelli avviati in base a programmi statali di finanziamento dell’edilizia scolastica e sportiva.

La priorità si sposta ora nel campo dell’edilizia religiosa su cui siamo intervenuti tanto nel corso degli anni. Il riferimento non è al sisma del 2002 ma a quello del 2018. Alcuni paesi molisani sono oggi privi dell’unica chiesa di riferimento. Stiamo lavorando per restituire a breve questi edifici alle funzioni religiose e alla vita sociale delle comunità interessate. E’ un obiettivo di breve termine.

Avremo modo di illustrare in altre circostanze tali novità, ora, in attesa di raggiungere il cimitero di San Giuliano, dove echeggeranno i 30 rintocchi della campana degli angeli, ci fermiamo per onorare la memoria di chi non è più con noi ma vivrà in eterno nel ricordo. Per il Molise questo sarà per sempre il giorno del cordoglio, del silenzio, della riflessione profonda".








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-10-2022 alle 11:55 sul giornale del 02 novembre 2022 - 10 letture

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